mercoledì 15 novembre 2017

MUFFIN PERE CIOCCOLATO & MANDORLE (Pensavo fosse amore e invece era influenza intestinale)


L'abbinamento pere e cioccolato è un classico vincente. Si sa.

A me piace molto.
O meglio: a me piaceva molto.

Poi ho avuto un fidanzato.
Con questo fidanzato abbiamo festeggiato insieme San Valentino.
Io avevo preparato una super cenetta, cucinando tutto il giorno come una pazza.
Lui aveva portato il dolce.
Una torta pere e cioccolato, per l'appunto.

Io mentre apparecchio la tavola comincio a sentire che c'è qualcosa che non va, mi sento un po' strana.
"Sarà l'emozione! Saranno le famose farfalle nello stomaco!", mi dico (la solita romantica).
Lui arriva. Io non sono in formissima.
Cominciamo a mangiare. Io non mi sento molto bene ma faccio finta di niente, per non rovinare la serata, e mangio a forza qualcosa.
Poi arriva il momento del dolce, la benedetta torta pere e cioccolato. Io non mi sento per niente bene.
"Ne devi mangiare per forza una fetta, mi hanno detto che è buonissima!" dice lui.
Io ci provo, ne mangio un morso ma.. no.
Non ce la posso fare: sto per vomitare.
E non metaforicamente parlando, non sto per vomitare tutto l'amore che ho per lui, sto proprio per vomitare, la cena, il pranzo, la colazione e forse anche la cena della sera prima.
Confesso il mio malessere, la serata si conclude con qualche sorriso di compassione, pacche sulle spalle e un bacio sulla fronte.

Si può facilmente dedurre come l'abbinamento pere e cioccolato mi sia poi divenuto indigesto.

Poi va beh, questo fidanzato mi ha pure lasciato, io ovviamente ho dato significati mistici a quella torta pere e cioccolato e a quel senso di nausea che, secondo le mie interpretazioni astrali, non era influenza intestinale, ma era un chiaro segnale che l'universo mi stava mandando ma che io, povera sciocca, non ho carpito, causandomi così grandi disperazioni successive.
Tutto normale.

Poi il tempo passa, la fame resta e si ricominciano a mangiare, e a preparare, dolci con pere e cioccolato.

Come questi MUFFIN con PERE CIOCCOLATO & MANDORLE.
Per esempio.

Speciali.





INGREDIENTI (per 8-10 muffin)
  • farina  120 gr
  • polvere di mandorle  30 gr
  • lievito  8 gr (un cucchiaino)
  • uova  1
  • sale  1/4 di cucchiaino
  • zucchero  50 gr
  • latte  100 ml
  • burro  60 gr (fuso e raffreddato, non lo unite agli altri ingredienti quando è ancora caldo!!!!)
  • vaniglia 1 baccello
  • pere mature 3, 2 da grattugiare 1 da tagliare a cubetti (*)
  • cioccolato fondente  70 gr  (tagliato grossolanamente)
  • mandorle e zucchero di canna per la finitura
(*) una piccola parentesi sulle pere, sulla quantità di pere, per l'esattezza.
Non tutte le pere sono uguali, qualcuno di voi comprerà pere piccole, qualcun altro pere grandi, qualcuno nello sbucciarle toglierà più polpa, qualcun altro meno.
Quindi vi dico che il peso finale delle pere grattugiate è di 300 gr.
(Perché qui si ride e si scherza, ma la pasticceria rare volte è approssimativa.)



PROCEDIMENTO

Per prima cosa preriscaldate il forno a 200°c.
Unite la farina, la polvere di mandorle e il lievito, mescolate e setacciate.
In un'altra ciotola unite l'uovo, il latte, il burro (fuso e raffreddato), lo zucchero, il sale e i semi del baccello di vaniglia e mescolate con una frusta.
A questo punto unite le polveri al composto di uovo, burro, latte e compagnia bella e mescolate POCO con un mestolo.

Concentriamoci un attimo sul POCO.
Il mescolare poco per i muffin è fondamentale.
Dovete mescolare velocemente (10-15 secondi saranno più che sufficienti) e con pochi movimenti.
Non usate la frusta, ma un mestolo o un cucchiaio grande.
Gli ingredienti basta che siano amalgamati.
In questo modo i vostri muffin saranno morbidi e con una consistenza leggera e piacevole.

A questo punto aggiungete la pera grattugiata, il cioccolato fondente tagliato a scagliette e le mandorle tagliate grossolanamente.
Vale la stella regola: mescolate poco!

Dividete il composto nei pirottini che avrete precedentemente disposto nell'apposita teglia, aggiungete dei cubetti di pera e qualche mandorla e zucchero di canna

N.B.: lo zucchero di canna farà fare una bella crosticina che adorerete!


Infornate in forno statico, preriscaldato a 200° C, tenete per 5 minuti a 200°C (per dargli una "spintarella" e farli crescere), poi abbassate a 180°C e fate cuocere per altri 15-20 minuti.

I muffin saranno dorati, se fate la famosa prova dello stuzzicadenti, lo stuzzicadenti uscirà pulito ma dovrà essere leggermente umido.


 
 
Se riuscite a resistere, fateli raffreddare e mangiateli a colazione, a merenda, al parco, sul divano, con il tè, con il caffè o con una spremuta, da soli o in compagnia.
Sono morbidi, umidi, profumati e saporiti.
 
(E cancellano via le pene d'amore.)
 
 
Smartie
(che quella volta ha confuso le farfalle nello stomaco con l'influenza intestinale)
 
 
 
 


venerdì 20 ottobre 2017

PORRIDGE mirtilli mandorle miele & cannella

 
Quando non lavoro, mi piace cominciare la giornata lentamente.
Stare a letto anche se ormai sono sveglia, mettermi la mia vestaglia preferita, aprire le finestre di casa, accendere un po' di musica, e soprattutto prepararmi una bella colazione.
 
Bella perché è buona.
Bella perché magari è pure sana.
Bella perché non mi importa se per prepararla servirà più tempo.
Bella perché farà profumare la casa di buono.
Bella perché la mangerò accoccolata sul divano.
 


La mia ultima bella colazione è stato il porridge mirtilli mandorle miele e cannella.

(Porridge o zuppa di avena, ma dire porridge fa sicuramente più figo.)



INGREDIENTI: (per due porzioni)

  • Fiocchi di avena 150 gr (*)
  • Acqua 700 gr
  • sale 1 cucchiaino
 +
  • latte 1/4 bicchiere
  • burro 20-30 gr
  • miele 2-3 cucchiai (potete mettere anche lo zucchero, come preferite)
  • cannella una spolverata, più o meno abbondante, a seconda dei gusti
  • mandorle
  • mirtilli
(*) visto che è l'ingrediente principale, cerchiamo di sceglierla bene!
Non lasciatevi attirare da confezioni di metallo colorate, scegliendo la solita "americanata", con una cottura più veloce.
Io preferisco l'avena a fiocchi piuttosto grandi, magari bio.
Potrebbero servire alcuni minuti in più di cottura, ma il vostro palato ringrazierà.



Versate l'acqua e l'avena in un pentolino, mettete sul fornello, fiamma media.
Aggiungete il sale e fate bollire, mescolando di tanto in tanto.

Quando comincerà a bollire mescolate spesso, diciamo pure praticamente sempre, perché un buon porridge non ha grumi.

Cosa utilizzare per mescolare: un mestolo, però capovolto!
In questo modo riuscirete più facilmente ad evitare i malefici grumi.


Secondo le mie ricerche, nella patria del porridge (sua maestà la Gran Bretagna) c'è addirittura uno strumento apposito per mescolarlo: il porridge spurtle, di cui abbiamo alcune diapositive:

 

Ma, mentre attendete di comprarvi un porridge spurtle originale,  un mestolo capovolto andrà benissimo.


Cuocete per circa 10-15 minuti, fino a quando l'avena avrà assorbito quasi tutta l'acqua e il vostro porridge sarà bello cremoso.


A questo punto potreste fermarvi, ma io vi consiglio (vivamente) di aggiungere:
qualche cucchiaio di latte, qualche fiocco di burro e un paio di cucchiai di miele (o di zucchero).

Un' ultima mescolata, gli ultimi minuti sul fuoco, e il vostro porridge è pronto per essere servito, in questo caso con mirtilli e mandorle, qualche altra goccia di miele ed un'abbondante spolverata di cannella.
(ma quanto mi piace la cannella!)

NB: non fate asciugare troppo il porridge, perché considerate che, una volta tolto dalla pentola, se comincia a raffreddare, tenderà a perdere cremosità.
Se necessario durante la cottura aggiungete qualche cucchiaio in più di latte o di acqua, altrimenti il pericolo mappazzone è dietro l'angolo!



Lenti saluti a tutti voi,


Smartie
 
 
 


domenica 8 ottobre 2017

COOKIES CIOCCOLATO & NOCCIOLE (Ciao, come stai? è un po' che non ci sentiamo..)


Cosa si fa quando non si sente qualcuno da tanto tempo?                  
 
C’è chi fa una telefonata.

C’è chi non è così coraggioso e opta per un messaggio, magari scrivendo cancellando e riscrivendo, decine di volte.

 C’è chi manda una “faccina” su whatsapp.
(Ma dove siamo finiti.)

C'è chi scrive una canzone.
 
C’è poi chi offre un biscotto.

Un cookie al cioccolato e nocciole, per l’esattezza.
 
 

 INGREDIENTI: (per 15-20 biscotti circa)
  • burro 120 gr
  • zucchero 100 gr
  • zucchero di canna 100 gr
  • uova 1
  • farina 100 gr
  • polvere di nocciole 40 gr
  • cacao amaro in polvere 60 gr
  • bicarbonato di sodio 8 gr
  • sale 1/2 cucchiaino da caffè
  • nocciole 80 gr
  • cioccolato 80 gr
 
 
 
PROCEDIMENTO:
 
Per prima cosa, unite in una ciotola la farina, la polvere di nocciole, il cacao e il bicarbonato; mescolate gli ingredienti con una frusta e setacciate.
 
A questo punto mettete il burro (meglio se a temperatura ambiente) nella ciotola della planetaria con la foglia e lavorate il burro con i due tipi di zucchero fino a che non otterrete un composto omogeneo e cremoso (non esagerate!, non dovete montarlo).
Se non avete la planetaria potete usare le fruste elettriche, in questo caso vi consiglio di utilizzare il burro piuttosto morbido, altrimenti schizzerà ovunque.
Se non avete nemmeno le fruste elettriche potete sempre usare le vostre belle manine e il consiglio rimane lo stesso: burro morbido.
Successivamente aggiungete l'uovo.
 
NB: rompete l'uovo a parte, unite il sale all'uovo e mescolate bene.
In questo modo il sale sarà ben distribuito in tutti i biscotti e non ci sarà un biscotto con tanti granellini di sale e uno senza nemmeno un granellino.
Fate quest'operazione poco prima di aggiungere l'uovo all'impasto.
 
Una volta assorbito l'ovetto, versate le polveri precedentemente setacciate, e lavorate l'impasto fino a che le polveri non saranno amalgamate, non un secondo di più, altrimenti pericolo di biscotti duri!
 
Per ultimo aggiungete le nocciole tostate e tagliate grossolanamente e il cioccolato fondente.
Una mescolatina veloce e stop, impasto pronto.
 
Io solitamente non uso le gocce di cioccolato, che spesso non sono di altissima qualità, preferisco prendere un buon cioccolato e tagliarlo a pezzetti con il coltello.
 
Perché ricordate, il primo passo per fare un biscotto o un dolce buono, è utilizzare ingredienti buoni!
(beccatevi questa chicca!)
 
 
Fate riposare l'impasto in frigo per qualche ora, altrimenti potrebbe risultare un po' appiccicoso da utilizzare.
Una volta che l'impasto avrà riposato, fate delle "palline".
 
NB: cercate di farle, più o meno della stessa dimensione, altrimenti non avrete una cottura uniforme in forno.
Io ho fatto palline di 35 gr. (Sì, le ho pesate una ad una!)
Se non volete pesarle, utilizzate un cucchiaio o un cucchiaio per gelato, che vi permetta di farle più o meno simili.
 
Disponete le palline su una teglia con carta forno, ben distanziate, perché queste benedette palline si scioglieranno facendo nascere i cookies cioccolato e nocciole.
 
Un po' come un bruco che diventa farfalla.
(I cookies tirano fuori il mio lato poetico).
 
Cuocete i cookies a 170°c, forno statico preriscaldato, per 8-10 minuti.
 
(!) Non smetterò mai di dirlo, i forni, soprattutto quelli di casa, non sono tutti uguali.
Vi do un consiglio: cuocete un biscotto, solo soletto, fatelo raffreddare ed assaggiatelo (sono sacrifici che vanno fatti).
Così potrete valutare se il tempo di cottura è giusto o se dovete aggiungere o togliere qualche minuto.
Vi dico questo perché, con questi biscotti, è difficile giudicare dall'esterno quanto sono cotti: non potete giudicare dalla doratura perché sono molto scuri, e in più, appena usciti dal forno, sono molto molto morbidi, diventano della loro consistenza solo una volta raffreddati. 
Un biscotto che appena uscito dal forno potrebbe sembrarvi crudo, una volta freddo potrebbe rivelarsi troppo cotto e quindi troppo duro.
Mentre invece la caratteristica tipica di questi biscotti è la consistenza: croccanti all'esterno ma morbidi, quasi "collosi" all'interno.
 
 
 
Dopo tutti questi consigli e dopo questa ricetta golosissima, e forse un po' ruffiana, spero che mi perdoniate se per un po' non mi sono fatta sentire.
 
Ma sono tornata, anzi siamo tornati.
E io e il cucchiaio giallo siamo seriamente intenzionati a farci sentire molto e spesso.
 

 
Smartie


 

mercoledì 3 maggio 2017

Il primo maggio, la festa dei lavoratori che lavorano, la pioggia, GESTO e il TIRAMISU' FAI DA TE.


Vi avevo annunciato (qui!) che avrei cominciato una chiamiamola-rubrica sulle mie gite mangerecce.

Con la mia consueta blogger lentezza, ho deciso di inaugurare la suddetta chiamiamola-rubrica oggi, 3 maggio, con la cena del 1°maggio.

Il primo maggio si sa, è la festa dei lavoratori.
E io ho lavorato.

Il primo maggio si sa, si vanno a fare scampagnate e gite fuori porta.
E io sono stata a casa sul divano.

Ma la sera, signori, mi sono rifatta.
Ombrello alla mano, abbigliamento come a novembre, converse, dopo pochi minuti, completamente zuppe, e sono partita alla volta di GESTO (Milano, zona Porta Venezia, ma c'è anche a Firenze, Perugia e Bologna).

Prima cosa che si nota: posto carinissimo!

Ci sediamo (sì, non ero da sola..) e sul tavolo c'è il menù, una lavagnetta e un barattolino di vetro con dentro dei gessetti.
Funziona così: decidi cosa vuoi mangiare e cosa vuoi bere e lo scrivi sulla lavagnetta, poi il cameriere ritira la lavagnetta e dopo poco compare la tua ordinazione.

Tanti cocktails accattivanti  (anche io, che di solito non vado oltre lo spritz, mi sono lanciata), ma anche vino e birra.



 

E soprattutto tanti piatti sfiziosi, divisi in tre categorie, carne, pesce e verdure, a dimensione lavagnetta, in senso non figurato, visto che vengono serviti proprio su una lavagnetta, come quella su cui ti sei auto-scritto l'ordinazione.
Se vuoi fare un aperitivo prendi un piatto, se invece vuoi cenare, ne prendi 4 o 5 come me.

 



Per me l'importante poi è chiudere bene in dolcezza.

E qui c'è stato un gran finale con il TIRAMISU' FAI DA TE.

Di cui abbiamo foto e *video*, che spiega più di mille parole.






Se volete qualche informazione in più su Gesto: http://www.gestofailtuo.it/

Altrimenti venite a trovarmi a Milano e ci andiamo insieme!



Smartie


P.S.: Ah, quasi dimenticavo.. il conto!
2 persone, 3 cocktailsss, 6 piatti/lavagnette, 2 dolci, 2 caffè = 67 euro, a mio parere ben spesi, dove la cosa (relativamente) più costosa sono i cocktails (10 euro cadauno).

mercoledì 1 marzo 2017

Che dire. Da dove partire.


Che dire.
Da dove partire.

A settembre è finita un’avventura piuttosto impegnativa che mi ha tenuto lontano dal cucchiaio, un’avventura che mi ha dato parecchie ore di lavoro ma anche piccole grandi soddisfazioni. 
(E un fidanzato.)

A ottobre ho trovato un nuovo lavoro (o forse lui ha trovato me) che mi ha portato in una non nuova città.
Lavoro come pasticcera a Milano e abito in una casa colorata ma senza forno (porca paletta!).
(Il fidanzato è a Roma, ma forse ancora per pochi mesi).

Il tempo per nuove ricette è, tanto per cambiare, poco, ma la voglia di scrivere è sempre tanta.
 
Quindi io e il cucchiaio vi parleremo di torte e dolcetti ma anche di qualcosa di più..
Di cosa?
Beh, chi vivrà vedrà, lo scopriremo solo vivendo, finchè la barca va tu lasciala andare, comunque vada panta rei and singing in the rain.
 
 
 
Smartie

martedì 29 marzo 2016

A volte può capitare di aprire l'uovo di Pasqua all'una di notte.


A volte può capitare di aprire l'uovo di Pasqua (lo stesso che ormai ti fai regalare da sempre)
all'una di notte.
Magari in pigiama.
(C'è un video che ahimè o per fortuna testimonia tutto questo.)
Dopo una lunga ma sorridente giornata di lavoro.
Con persone che hai incontrato poche settimane fa, ma che ti sembra di conoscere da una vita.

A volte può capitare di ridere di cose su cui nessun altro riderebbe.
(Come di gelatine passate nel sale.)

A volte può capitare di essere felici con poco.
(Che in realtà non è poco, ma è molto.)

 

(foto di Lido Vannucchi)


 
Smartie
 
 
P.S.:
In questo post nessuna ricetta, ma spero che vi faccia comunque piacere avere mie notizie.
In questo periodo sono piuttosto impegnata con il lavoro, ma tranquilli, ho già qualche ricetta in serbo per voi!
Purtroppo dove abito ora la connessione internet scarseggia e quindi le comunicazioni con il mestolo giallo sono più difficoltose, ma ce la faremo! Prometto! 

domenica 21 febbraio 2016

il GELATO d'inverno ("è un concetto che il pensiero non considera, è poco moderno,è qualcosa che nessuno mai desidera..")


C'è una canzone della Loredana nazionale (No, non la Lecciso..!) che fa più o meno così:

"Il mare gelato d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera."

Credo che queste poetiche parole siano perfette per un alimento che io da sempre adoro ma che di solito consumo solo nella stagione estiva: sua Eccelenza Il Gelato.

Quest'inverno, però, è successa una cosa strana: avevo voglia di gelato!
Da mangiare a casa sul divano, direttamente dalla scatola, o da mangiare in giro, con sciarpa, guanti e cono da quattro gusti in mano.

E' stato così che oggi per regalarmi una coccola, mi sono preparata la coppa "gelato d'inverno", che potremmo definire una sorta di Winner Taco Scomposto, aggiungendo anche qualche cialdina, per non farsi mancare proprio niente.
Vi consiglio di provarla assolutamente, perché è super golosa ma velocissima da preparare.




INGREDIENTI:

Il procedimento, gente, è semplice e conciso.
Disporre il gelato in una coppetta.
Cospargere con arachidi salati e scaglie di cioccolato fondente.
Far colare una cascata di caramello.

Prendere un cucchiaio e godersi fino all'ultima cucchiaiata questo semplice ma goloso bendidddio.



E' il dessert giusto per coccolarsi un po' (che sia inverno o estate), per regalarsi cinque minuti di pace interiore.
Ma è anche un'ottima idea per preparare un dessert veloce per i vostri ospiti, rendendo particolare e goloso il "solito" gelato.



Smartie
(che ieri mentre si gustava la sua coppa "gelato d'inverno" era identica al disegno qui sotto)


 
 
 
 

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